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Locri
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mwgqLocri è un mwggcomune italiano di mwgw11 853 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiacittà metropolitana di Reggio Calabria, in mwiqCalabria. L'area su cui sorge dista mwig3 km dall'antica mwiwLocri Epizefiri, città della mwjaMagna Grecia.
La Città è una delle più importanti dell'intera città metropolitana per via del suo ruolo centrale e direttivo dell'intera Locride. Numerosi gli uffici pubblici, le scuole e gli enti sociali presenti sul territorio cittadino. È anche il centro culturale e religioso per il comprensorio, sede della Curia Vescovile della mwjgdiocesi di Locri-Gerace.
Contents
• Storia
• Società
• Cultura
• Frazioni
• Economia
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Calcio
• Tennis
• Note
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Geografia fisica
Locri è situata sulla pianura della fascia costiera ionica Reggina, fra il massiccio dell'mwkgAspromonte ed il mwkwMar Ionio. È circondata da parecchie colline da cui si possono ammirare i tipici paesaggi Locridei, agrumeti di ogni genere, fra cui il prezioso mwlabergamotto, uliveti secolari, vigneti, mandorleti, lecceti spontanei, mirteti, gelsomini, mwlqginestre e mwlgfichi d'India. Le spiagge locresi sono grandi, incontaminate e disseminate della tipica vegetazione mediterranea, con una particolarità, la presenza dei mwlwCarpobrotus e del mwmagiglio di mare.
Origini del nome
Nota fino al mwmw1934 come Gerace Marina, l'attuale nome della città deriva dall'antica mwnaLocri Epizefiri, polis mwnqmagnogreca i cui scavi si trovano in parte nel territoiro del Comune di Locri e in parte in quello di mwngPortigliola, alcuni km a sud dall'odierno centro abitato.cite-ref-3[3]
Storia
Il primo nucleo di Gerace Marina
La storia di Locri è strettamente legata a quella di altri due centri sorti nella zona circostante: mwpwLocri Epizefiri, mwqapolis della Magna Grecia fondata nel mwqqVII secolo a.C.; e mwqgGerace, città mwqwmedievale costruita nel mwraIX secolo.
Dopo la conquista romana di Locri Epizephiri e in seguito sia delle scorrerie mwrgsaracene che della piaga della mwrwmalaria, dovuta alla mancata bonifica delle zone costiere, il sito fu progressivamente abbandonato dagli abitanti, che si spostarono verso le più sicure colline dell'entroterra, dove sorse Geracecite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7].
Nella prima metà del mwwqXIX secolo alcuni notabili geracesi decisero di costruire le proprie residenze estive alla marina del paese, prima quasi completamente disabitata a causa delle zone paludose costiere che davano origine alla malaria; qui iniziò a formarsi un piccolo centro urbano che con il tempo iniziò ad acquisire sempre maggiore importanza economica e sociale. Infatti già nel mwwg1855 la marina ottenne una dogana di terza classe (tolta poi nel mwww1861), mentre nel mwxa1856 si progettò la strada rotabile che doveva unire la marina con Gerace e l'entroterra tirrenicocite-ref-8[8].
Ben presto, con il progressivo ritorno della popolazione verso le zone costiere, ormai bonificate dalle zone paludose e malariche, e grazie all'avvento della mwygferrovia, inaugurata nel mwyw1871 e che doveva collegare mwzaReggio Calabria e mwzqTaranto, molte famiglie geracesi si trasferirono nella nascente Gerace Marina, mwzgfrazione appartenente al Comune di mwzwGerace. Gerace Marina si sviluppò rapidamente ed acquistò sempre più importanza per via del trasferimento di alcune importanti strutture amministrative e commerciali dall'abitato collinare, mal collegato e poco accessibilecite-ref-9[9]: tra il mwba1879 e il mwbq1880 furono così trasferite la sede del Municipio e gli uffici del mwbgCircondario di Gerace, oltre alla fondazione delle Banca Popolare Cooperativa nel mwbw1886, diventata tre anni dopo Banca del Circondario di Geracecite-ref-10[10], mentre nel mwda1887 iniziarono i lavori per la costruzione del mwdqcarcere circondariale e si deliberò il trasferimento della sede della Pretura a Gerace Marina.
L'autonomia amministrativa da Gerace
Il trasferimento alla Marina di importanti uffici amministrativi ed economici irritò e scontentò gli abitanti di Gerace, che temevano l'ingiusta perdita di prestigio della loro cittàcite-ref-11[11]; così il 21 ottobre mwfa1888 si formò un comitato di cittadini geracesi che doveva giungere alla separazione amministrativa tra i due centri abitati, la cui richiesta fu formulata nel mese successivo. Il sindaco Ettore Candida pose alcune condizioni fondamentali per l'autonomia tra le due borgate: la maggioranza degli elettori, il voto favorevole del Consiglio provinciale, una popolazione inferiore ai 4.000 abitanti, i mezzi finanziari sufficienti a coprire le spese comunali e la separazione naturale per ragioni topografiche. La richiesta venne dunque bocciata, anche perché si cercò ogni pretesto possibile utile all'invalidazione. Nel mwfq1891 venne eletto sindaco Gaetano Scaglione, un uomo conciliante che cercò senza successo di mediare tra le fazioni della Marina e di Gerace Superiore, cosa che lo indusse a dimettersi tre anni dopo.
I Geracesi continuarono ad organizzare manifestazioni di piazza per reclamare l'autonomia amministrativa (una avvenne nel marzo del mwfw1895, un'altra nel dicembre del mwga1896), oltre a nominare una commissione per richiedere burocraticamente la separazione dalla Marina. Alla fine, il Consiglio Comunale del 4 settembre mwgq1903, riconoscendo la frustrazione dei Geracesi per la progressiva perdita di importanza politica ed economica a discapito della Marina e volendo evitare rivolte civili, su richiesta del sindaco Scaglione si espresse favorevolmente alla richiesta di separazione. Si giunse quindi allo scioglimento del Consiglio Comunale stesso e alla nomina di un commissario straordinario, il 28 marzo mwgg1905, nella persona del commendator Giuseppe Caracciolo, che amministrò la situazione fino alla sistemazione definitiva tra i due Comuni.
Essa arrivò con il Regio Decreto del 24 luglio mwha1905, emanato da re mwhqVittorio Emanuele III di Savoia, che sanciva l'autonomia amministrativa dei due Comuni di Gerace Marina e di Gerace Superiore; le elezioni comunali si svolsero il 17 settembre a Gerace Marina e il 24 dello stesso mese a Gerace superiorecite-ref-12[12]. Il primo sindaco del nuovo Comune fu Enrico Scaglione, che fu eletto per tre mandati conseguitivi, fino al mwig1920cite-ref-ivi-p-228-13-0[13].
Da Gerace Marina a Locri
Dopo aver ottenuto l'autonomia amministrativa, Gerace Marina accrebbe il proprio prestigio culturale con la fondazione del Liceo ginnasio inferiore nel mwkq1906 e l'inizio degli scavi archeologici nei pressi dell'antica città magnogreca di mwkgLocri Epizefiri, condotti dall'archeologo trentino mwkwPaolo Orsi dal mwla1908 al mwlq1911.
Anche in campo economico la città vide lo sviluppo di importanti attività commerciali ed industriali: ad esempio, la "Società Cooperativa anonima per l'estrazione dell'olio di solfuro"cite-ref-14[14], la fabbrica di mattoni con fornace Offmanncite-ref-ibidem-15-0[15] e le mwnwOfficine Meccaniche Calabresi (OMC), che nei primi mwoaanni Trenta impiegavano 200 operai nella produzione di motociclette, fallite per la bancarotta fraudolenta delle Banca Popolare di Gerace nel mwoq1934cite-ref-16[16]cite-ref-17[17].
Con l'avvento del mwqwfascismo, la città subì un notevole incremento urbanistico e demografico, oltre a mutare profondamente la propria toponomastica: con Regio Decreto del 29 gennaio mwra1934 n. 238, il comune di Gerace Marina assunse l'attuale denominazione di Locri, in onore al suo antico passato ellenico, mentre il Liceo ginnasiale (divenuto classico) fu intitolato all'aviatore fascista mwrqIvo Oliveti, caduto ad mwrgAxum il 3 maggio mwrw1936, durante la mwsaguerra d'Etiopia, odonimo che mantiene ancora oggi.
Dopo la mwsgSeconda Guerra Mondiale e la caduta del regime fascista, Locri partecipò al mwswreferendum istituzionale del 1946 adeguandosi al sentimento filomonarchico del Sud Italia, votando in massa per la Monarchia (3095 voti), mentre la Repubblica ebbe 1503 voti; alle contemporanee elezioni per l'mwtaAssemblea Costituente, il primo partito risultò la mwtqDemocrazia Cristiana con 2940 voti, seguita dal mwtgFronte dell'Uomo Qualunque con 465 voti, dai mwtwsocialisti (430 voti), dall'mwuaUnione Democratica Nazionale (che raggruppava i liberali conservatori prefascisti) con 220 suffragi, dal mwuqBlocco Nazionale della Libertà (134 voti), dai mwugcomunisti (117) e dai mwuwrepubblicani (115)cite-ref-18[18]. Precedentemente, alle elezioni comunali del 21 marzo mwwa1946, i Locresi avevano eletto a schiacciante maggioranza un'amministrazione democristiana, guidata dal sindaco Carmine Migliaccio Spinacite-ref-ibidem-15-1[15], che resse il Comune per due mandati consecutivi, fino al mwxq1957cite-ref-19[19].
Nel giugno del mwyw1954 il vescovo di Gerace-Locri, mons. Pacifico Perantoni, ordinò il trasferimento della sede del Seminario Diocesano da Gerace a Locri, accanto la sede dell'Episcopato, già spostata nella città rivierasca circa cinquanta anni prima, adducendo le cattive condizioni strutturali e manutentive dell'edificio geracese; in questo modo si completò il definitivo trasferimento della sede vescovile da Gerace a Locricite-ref-20[20].
Onorificenze
Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
»
—
14 marzo
2002
Monumenti e luoghi d'interesse
Siti archeologici
Di particolare interesse è l'mw1garea archeologica che si trova circa mw1w3 km a sud del Comune. La distanza dalla moderna cittadina ha permesso di preservare quasi integralmente l'antica città mw2agreca, sebbene nei secoli passati gli abitanti della zona abbiano usato le pietre di questa città per edificare le nuove case.
Gli scavi archeologici sono stati diretti da mw2gPaolo Orsi (1908-1912), Paolo Enrico Arias (1940-1941) e da Giulio Jacopi (1951).
Rilevante è la visita ai resti archeologici dei mw3atempli, dei mw3qteatri e delle mura di cinta di epoca magnogreca, oltre al mw3gMuseo Nazionale, che espone migliaia di reperti archeologici di epoca pre-ellenica, magnogreca e mw3wromana.
Monumento ai cinque martiri di Gerace
In una villa posta davanti a Piazza dei Martiri, la principale della città, è stato eretto un monumento dedicato ai mw5gCinque Martiri per l'unità nazionale, fucilati l'11 ottobre mw5w1847 a Gerace dalle truppe borboniche, realizzato nel mw6a1872 da scultori mw6qcarraresi.
Su di esso vi sono le seguenti incisioni (rispettivamente frontalmente e dietro, dal punto di vista della piazza):
«Bello Michele da
Siderno
, Mazzone Pietro da
Roccella
, Ruffo Gaetano da
Bovalino
, Salvadori Domenico da
Bianco
, Verduci Rocco da
Caraffa
morendo gloriosamente per fucilazione il 11 ottobre MDCCCXLVII resero sacre queste contrade. All'unità nazionale. Alla libertà.»
«Compiuti i voti in Roma, grata, la Nazione risorta onora i suoi martiri dai cittadini liberi, ad esempio di propositi forti, a scongiuro di altri lutti per interne ed esterne perfidie. Con offerte spontanee questo monumento solennemente fu eretto.»
Monumento a Nosside
Nella piazza del lungomare è presente un monumento a mw7wNosside, mw8apoetessa mw8qmagno-greca locrese, scolpito dallo scultore Tony Custureri.
Monumento ai caduti di Gerace Marina nella prima guerra mondiale
Di fronte al Palazzo comunale è presente un monumento dedicato ai caduti della mw9qprima guerra mondiale.
Cattedrale di Santa Maria del Mastro
Chiesa di Santa Caterina
L'origine della chiesa risale al 13 settembre mw-q1843, quando il vescovo di Gerace Luigi Maria Perrone chiese alla Reale Segreteria di Stato degli Affari Ecclesiastici di mw-gNapoli la richiesta di poter edificare un edificio presso la Marina di Gerace, dove si stava formando una comunità sociale ed economica vivacecite-ref-21[21]. Dopo anni di attesa per intoppi burocratici e avvenimenti politici rilevanti, il Ministero degli Affari Ecclesiastici nel mwaqm1849 autorizzò la costruzione della Chiesa, a cui fu trasferita la titolarità della vacante parrocchia geracese di Santa Caterina. L'appalto fu affidato nel marzo del mwaqq1850 e andò avanti a rilento, venendo completata dopo ben 37 anni. Fu il primo luogo di culto locrese e al suo interno conserva sculture lignee processionali ottocentesche, come quella Madonna Immacolata, realizzata nel mwaqu1858 dagli artisti serresi Alfonso e Giuseppe Scrivo, o quella della Madonna del Rosario, risalente al mwaqy1860 e proveniente dalla precedente chiesa geracese.
La facciata della chiesa presenta tre portali d'ingresso, il maggiore dei quali è incorniciato da una duplice ghiera a pieno sesto con un rosone invetriato. Qui si innestano due torri campanarie aggettanti a base quadrata, con cellette a cupole arabeggianti e il cornicione di ornamento ornato da archetti pensili e protome decorative. Distrutta dal mwaqgterremoto del 1908, ricostruita e riconsacrata nel mwaqk1929 dal vescovo geracese Giovanni Battista Chiappe, la Chiesa di Santa Caterina è stata danneggiata da un raid aereo il 2 settembre mwaqo1943 e successivamente sottoposta a vari restauri: in quello del mwaqs1962-mwaqw1963 partecipò il famoso artista mwaq0Nik Spatari, a cui furono commissionati degli affreschi raffiguranti il martirio di mwaq4santa Caterina d'Alessandria e un Cristo Pantocratore con l'Evangelario in mano; nel mwaq81991 venne rifatto totalmente il pavimento e le pareti furono affrescate con episodi religiosi della diocesi dall'artista locale Melo Muscari; l'ultimo restauro, nel mwara2005-mware2006, realizzato con fondi regionali, ha interessato il prospetto principale e parte dell'ordine di coronamento per il distacco delle cornici ornamentalicite-ref-22[22].
Chiesa di San Biagio
L'interno mononavata, conserva una tela di V. Valerioti del 1842 rappresentante l'Annunciazione.
Chiesa di San Filareto
Posizionata sul colle di contrada San Fili e inglobata in un'antica masseria settecentesca, si tratta di un piccolo e caratteristico oratorio, monovanato, con campaniletto a vela. L'iscrizione di marmo, sormontata da una finestrella quadrilobata posta sulla facciata, indica l'anno e il nome del proprietario geracese, Pietro Piconeri. Al suo interno è presente un affresco, datato mwaro1891 e di autore ignoto, raffigurante la mwarsMadonna con mwarwGesù, mwar0san Gerolamo e mwar4san Filareto, oltre l'antico stemma marmoreo dei Piconeri. Dopo l'estinzione di questa casata, la chiesa passò ai Capogreco per parentela contratta e, successivamente, ai Cervignicite-ref-ivi-p-207-23-0[23].
Palazzo comunale Alberto Spinola
Edificato in stile rinascimentale, è la struttura pubblica istituzionale più grande della mwasuLocride. Fu fortemente voluto da Giulio Scaglione, sindaco di Gerace dal mwasy1879 al mwasc1882, per trasferire a Gerace Marina (all'epoca frazione del Comune geracese) gli uffici del Municipio e del mwasgCircondario. Il progetto fu elaborato dall'architetto genovese Alberto Spinola (da cui prende il nome) e prevedeva un edificio di tre piani, un ampio cortile quadrilatero, 150 finestre esterne, scalinate di granito delle mwaskSerre, saloni, corridoi e teatro annesso. I lavori iniziarono il 27 giugno mwaso1880 e durarono tre anni, al termine dei quali avvenne il trasferimento degli uffici comunali che ospita ancora oggicite-ref-24[24]; inoltre il palazzo ospita spesso riunioni politiche ed assemblee territoriali.
Palazzo Vincenzo Scannapieco
Costruito in stile mwateNeoclassico e con l'uso del mwaticemento armato, era di proprietà di Vincenzo Scannapieco, un commerciante originario di mwatmMaiori, che nel suo testamento nel mwatq1919 lo destinava ad accogliere ed ospitare i bambini abbandonati o gli orfani della mwatuPrima Guerra Mondiale. Fu quindi sede dell'Istituto per l'Infanzia abbandonata "Vincenzo Scannapieco", riconosciuto come Ente Morale con decreto del 27 ottobre mwaty1927 e affidato alla Congregazione di Carità di Gerace Marina; la Fondazione si occupava di avviare i bambini ad una professione, mentre le bambine erano educate ad essere operaie o madri di famiglia. Oggi i locali del palazzo ospitano il Liceo Classico "mwatcIvo Oliveti"cite-ref-25[25].
Palazzo Giuseppe Zappia
Risalente ai primi anni del mwat4Novecento, è stato realizzato dal magistrato Giuseppe Zappia, nato nel mwat81890 a Gerace Marina e divenuto Presidente di Sezione della Suprema Corte di Cassazione. Non avendo eredi, lo destinò per testamento, insieme a parte dei suoi possedimenti terrieri, ad una pia fondazione che doveva accogliere ed istruire gli orfani di sesso maschile bisognosi di assistenza e promuovere la loro sistemazionecite-ref-26[26]. Ancora oggi è sede dell'omonima Fondazione "Giuseppe Zappia", riconosciuta come Ente Morale.
Palazzo Teotino - Nieddu Delrio
È uno dei primi palazzi del centro storico, appartenuto alla famiglia geracese Teotino ed in seguito ai Nieddu Delrio, questi ultimi originari della mwauySardegna e trasferitisi a mwaucGerace per le funzioni vescovili di Mons. Giorgio Delrio, vescovo di Gerace dal mwaug1906 al mwauk1920; successivamente, un membro della famiglia Delrio si sposò con Rosalia Teotino, cosicché il palazzo assunse l'attuale denominazione. Dal punto di vista architettonico, possiede una corte centrale ha lo scalone a giorno di tipo napoletano non disposto assialmente, ma lateralmente, rendendolo un mwauounicum nel panorama dei palazzi nobiliari cittadini. Fino al mwaus1997, poco prima del restauro, era possibile ammirare sulla volta d'ingresso lo stemma nobiliare delle casate Teotino e Nieddu-Delrio. Oggi il palazzo è di proprietà comunale ed è sede museale e di congressi, oltre ad ospitare la Biblioteca Comunale intitolata a Gaudio Incorpora e l'Archivio Storico cittadinocite-ref-ivi-p-207-23-1[23].
Casina Scaglione
È una casina di campagna posta in contrada Moschetta e appartenente agli Scaglione, una famiglia dell'aristocrazia geracese i cui esponenti, nei loro ruoli di amministratori comunali, contribuirono in modo decisivo alla fondazione di Gerace Marina: il primo sindaco del nuovo comune autonomo, staccatosi da Gerace nel mwavi1905, fu infatti Enrico Scaglione, che tenne il mandato fino al mwavm1920cite-ref-ivi-p-228-13-1[13].
Nell'mwavkOttocento la residenza, con annesso mwavofrantoio, era circondata da case coloniche e da una chiesetta, formando un vero e proprio borgo rurale. Strutturalmente la facciata est, dove si apriva un'altra meridiana, è aperta da una torretta con funzioni difensive, mentre l'edificio risulta essere stato costruito con il materiale di spoglio delle mura dell'antica città greca di mwavsLocri Epizefiricite-ref-27[27]. Fu la prima sede della collezione archeologica locrese, nucleo del Museo Nazionale di Locri, sorto grazie all'archeologo trentino mwawaPaolo Orsi, che soggiornò a Casina Scaglione e iniziò i primi scavi dell'area archeologica di mwaweLocri Epizefiricite-ref-28[28], fatto per cui ottenne la cittadinanza onoraria di Gerace Marinacite-ref-29[29].
Società
Evoluzione demografica
Enogastronomia
Piatto tipico Locrese sono le "Alici chjini" (alici ripiene), cucinate in diverse varianti. Altri piatti tipici della cucina locrese e dolci della tradizione sono quelli presenti in quasi tutta la provincia di Reggio Calabria. Particolarmente apprezzate sono le granite e i dolci a pasta di mandorla presenti nella maggior parte delle gelaterie e pasticcerie locresi, dove risultano essere vere e proprie specialità per la loro particolare lavorazione. Numerosi sono i vigneti del tipico vitigno della zona, il Greco di Gerace e Bianco. Molto diffusa inoltre la produzione di formaggi tipici del territorio fra cui il pecorino, il caprino ed il vaccino rigato. Nel territorio della città vi è inoltre la presenza di un pregiato agrume, la lemoncetta locrese, da cui viene prodotto il tipico liquore.
Cultura
Istruzione
Sono presenti vari istituti di istruzione superiore: Liceo Classico (Ivo Oliveti), Liceo Scientifico (Zaleuco), Istituto Alberghiero (Dea Persephone), Liceo Magistrale/delle Scienze Umane (G. Mazzini), Istituto Statale d'Arte (P. Panetta). Biblioteca Comunale.
Musei
• mwax4Museo Nazionale di Locri Epizefiri
• mwayaTeatro romano di Locri
• Casino Macrì
• Collezione Scaglione
• Museo del Territorio di Palazzo Nieddu del Riocite-ref-31[31]
Media
• Tele Locri Editore Pino Cordì
• Casa Editrice Pancallo Francesco
Emittenti radiofoniche attuali
Emittenti radiofoniche del passato
• Tele Radio Luna
• Radio Locri
• Radio Studio Libero
• Tele Radio Furci
• Radio Eco
Eventi
• Festa patronale in onore della "Beata Vergine Immacolata", si svolge in agosto ed è caratterizzata da molti spettacoli in varie vie del centro storico cittadino
• Premio nazionale di poesia del "Giugno Locrese"
• Rassegna del Teatro Classico, che si svolge nel Tempio di Marasà, presso l'area archeologica di Locri Antica, ad agosto
• Festival Musica Etnica "A Sud del Sud", ad agosto
• "Locride Summer Village" Musica, Sport, Arte, Cultura, Area Campeggio, ad agosto
• "Locri on Ice", che si svolge nella Piazza dei Martiri, tra dicembre e gennaio
• "Beer Locri", rassegna annuale di birre artigianali.
Geografia antropica
Frazioni
Baldarì, Basilea, Calvi, Canneti, Cantorato (Mprenagatti), Capozza, Carbone, Caruso, Centocamere, Gabella, Janchina, Licino, Lucifero, Mantenea, Merici, Moschetta, Paterriti, Pietropaolo, Prologo, Riposo, San Fili, Verga.
I confini settentrionali della città (quartiere Basilea) distano solo 1 chilometro dall'abitato di Siderno. Le due città principali della Locride, impegnate in un comune progetto di conurbazione, di fatto già formano un unico agglomerato urbano che accentra le funzioni di direzione economica, commerciale, amministrativa e culturale dell'intero comprensorio della Locride.
Economia
L'economia di Locri si regge soprattutto sul mwaa4settore terziario, dato il suo ruolo di centro amministrativo e culturale del territorio circostante, poiché ospita numerosi uffici, tra cui numerose scuole, vari licei, il tribunale penale e civile, la sede vescovile, banche, un grande mwaa8ospedale, l'ufficio di collocamento, tre uffici postali, una sezione dell'mwabaArchivio di Stato di mwabeReggio Calabria, l'ufficio delle imposte, la mwabicasa circondariale, la Caserma dei mwabmCarabinieri, quella della mwabqGuardia di Finanza ed il posto di Polizia Ferroviaria.
Un posto di particolare rilievo ha l'mwabyagricoltura, data la presenza di varie aziende agricole specializzate nella produzione di mwabcagrumi, mwabgmandorle, mwabkfragole, frutti di bosco e prodotti tipici del territorio, oltre agli allevamenti di mwabobovini, mwabsovini e mwabwsuini, fra cui il pregiato mwab0maiale nero d'mwab4Aspromonte.
Infrastrutture e trasporti
Strade
Sulla mwaccSS 106 Jonica si trova lo svincolo per la città. Da Locri inoltre ha inizio la mwacgStrada Provinciale 1 (ex SS 111) che collega Locri a Gioia Tauro.
Ferrovie
La città è servita dalla mwacsstazione ferroviaria di Locri, posta sulla mwacwlinea Taranto-Reggio di Calabria. Dispone anche di una stazione di autobus.
Sport
Calcio
Calcio a 11 maschile
• mwadqA.C. Locri 1909
• Amatori Calcio Locri
• A.S.D. Accursi Football Academy giovanili
• Audax Locri giovanili
Calcio a 5 maschile
• P.G.S Locride under 14/18
Calcio a 5 femminile
• A.S.D. Sporting Femminile Locri
Pallacanestro
• Eutimo Basket Locri
Tennis
• Garden Club "Riccio"
Altri sport
• A.S.D. Circolo Ippico della Locride "Il Palazzo" scuola di equitazione
• Associazione Sportiva Dilettantistica P.G.S. Locride
• Volley Libertas Locri 1990
• A.S.D. Scacchi Città di Locri 2004
• A.S.D. Podisti Locri
• A.S.D. Ciclisti R. Sgambelluri
• Scuola Subacquea Flabellina Sub Locri
• A.S.D. Warriors Paintball Locri
• LEGIONE ZEPHIRO squadra dilettantistica softair
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwafcmwafgmwafkBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwafodemo.istat.it, mwafsISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaf8mwagamwageClassificazione sismica (mwagimwagmXLS), su mwagqrischi.protezionecivile.gov.it.
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